Immaginatevi di avere un matrimonio imminente e di entrare in una boutique sartoriale perché dovete avere un vestito su misura, che farà morire di invidia quella cugina che nel 2008 vi ha fatto un torto irreparabile.

Ecco, i viaggi tailor made sono più o meno la stessa cosa, non con gli abiti ovviamente, ma se organizzato ad hoc la cugina morirà d’invidia lo stesso.

Un turismo che sta andando incontro ad una celere crescita e che va di pari passo con il turismo del lusso, del quale abbiamo parlato nel precedente articolo. I viaggiatori oggi ricercano esperienze uniche, irripetibili, che vanno al di là dell’essere semplice turista.

Questo tipo di richiesta ha messo in evidenza una inadeguatezza del mercato Italiano dove la proposta fino ad oggi è stata mediamente standardizzata e rivolta ad una clientela più o meno anonima, nella quale non sono state fatte particolari indagini di mercato.
Comunicazione, proposte, prodotti pensati per un turismo di massa e non per le singole persone.

Per andare incontro a queste esigenze negli ultimi anni si è diffusa la pratica del tailor made ovvero di prodotti fortemente personalizzati che possano consentire al turista un soggiorno su misura e originale.

La parola tailor made difatti deriva da “tailor” che in inglese significa sarto o sarta e “made” dal verbo “make” cioè fare – creare, tradotto in  “fatto su misura” o “creato su misura”.

Il fulcro è quello di creare una individualità del viaggio, cercando di non ripetere mai lo stesso tipo di esperienze e lasciando al viaggiatore la piena libertà di scoprire a fondo il luogo che sta visitando.

Ma quali sono le caratteristiche principali che un viaggiatore richiede in questo tipo di turismo?

  • Personalizzazione: esperienze che seguano le abilità, conoscenze o interessi del viaggiatore
  • Autenticità: esperienze vere e genuine, non pre organizzate o da turismo di massa
  • Immersione: nella cultura, nel luogo e nelle tradizioni

Consulenti, domande e personalizzazioni – i sarti del turismo.

Diventa ovvio che per creare questo tipo di viaggi servono delle figure specializzate: i consulenti.

Sono sempre di più le agenzie che mettono a disposizione dei veri e propri esperti per questo tipo di viaggio.
Si parte dalla base come la meta e il tipo di trasporto per poi arrivare alle vere personalizzazioni , le quali ovviamente possono arrivare ad avere dei costi leggermente più onerosi.

Naturalmente il consumatore che sceglie soluzioni tailor made è un cliente disposto pagare un plus per l’esclusività (anche più di uno) e l’unicità. E’ consapevole e selettivo nelle scelte, considera il lusso non come una tipologia di turismo o categoria ma come un biglietto “salta – fila”.

Colui che si occupa di questo tipo di clientela deve essere bravo nella modalità conoscitiva, la quale deve essere amichevole ma al tempo stesso professionale. Più si conosce della persona che si ha davanti e si instaura un rapporto, più si è bravi a capire le esigenze. Tutto questo senza dimenticarsi però la professionalità, non stiamo parlando del nostro migliore amico ma di un cliente al quale, alla fine della giornata, bisogna vendere un prodotto.

E’ importante la sicurezza, proporre soluzioni mirate e curate, per fare ciò bisogna avere una conoscenza profonda sia del cliente ma anche della meta richiesta. Molti dei consulenti sono affidati ad un solo cliente il quale viene seguito durante l’organizzazione del viaggio, in iter e dopo.

Chi si sta inserendo nel tailor made è anche Booking, colosso delle prenotazione di viaggi, che sfruttando l’intelligenza artificiale cerca di rendere il viaggio sempre più personalizzabile. Ci sono però dei contro: essendo un sito di prenotazione di massa le personalizzazioni si rivolgono solo a determinati servizi e devono mantenere un budget relativamente basso, inoltre interfacciandosi con un AI e non con un essere umano manca del tutto il lato empatico e conoscitivo così fondamentale in questo tipo di turismo.

Insomma, sicuramente non potrete prenotare una nuotata con gli squali, ma ci arriveremo.

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