Maggiore visibilità all’interno dei risultati di ricerca su Booking.com, informazioni avanzate sulla performance e uno speciale  “pollice in su” sulla pagina della propria struttura, a significare in maniera sottintesa: “Booking Approves”. Questi i vantaggi offerti dal portale olandese ai migliori partner presenti nella piattaforma che, in caso di adesione e a titolo di cronaca, rappresentano il 30% del totale, stando a quanto dichiarato a Booking.com stesso: “ricevono in media fino al 65% in più di visualizzazioni e fino al 20% in più di prenotazioni”. Da poco meno di un anno, nell’area riservata del sito è comparsa anche la possibilità di salire di livello e diventare una struttura di tipo “Preferito PLUS”.

Dubbi e confusione hanno iniziato a diffondersi tra le varie strutture presenti sul portale, con la consapevolezza che nessuno fa per niente, Booking compreso. Per poter aderire al programma in versione standard viene richiesto in cambio un aumento, seppur spesso non troppo gravoso, della commissione che il portale reclama per ogni prenotazione, oltre che la conditio sine qua non di soddisfare una serie di requisiti collegati a risultati e prezzi nella piattaforma, che sono:

  • Punteggio performance: una combinazione delle prenotazioni annuali previste e della domanda dei viaggiatori per la tua struttura, che dovrà essere almeno del 70%.
  • Punteggio delle recensioni: è il modo in cui gli ospiti, dopo il check-out, valutano la tua struttura su una scala di 10 punti. È necessario avere un punteggio di almeno 7 su 10.
  • Prezzi esterni, sui queli spesso “casca l’asino”: si tratta della misurazione della competitività dei prezzi applicati sulla piattaforma, rispetto agli altri siti web. La struttura dovrà essere “competitiva” per poter partecipare al programma. Tradotto in termini più chiari e meno simili a una supercazzola? Non provare a far troppo il furbo sui canali diretti, che Booking ti penalizza.

 

Condizioni ancor più stringenti per diventare un “Preferito Plus”, ovvero sia accedere alla versione Premium del programma disponibile solo per il 10% dei già eletti Partner Preferiti: il punteggio minimo della performance sale all’80% mentre quello delle recensioni aumenta di un punto, passando da 7 a 8 su 10. È indubbio che le commissioni aumentano, ça va sans dire.

Ciò che rimane meno chiaro è la formula con cui il portale comunica alle strutture i requisiti: nella pagina informativa e di onboarding viene riportato in maniera evidente che “Chi fa parte del programma ha accesso a vantaggi esclusivi che possono far aumentare le prenotazioni fino al 30%”. Anche qui, andiamo meno di supercazzola e più di attenzione: ad aumentare non sono le prenotazioni in senso stretto ma i vantaggi (quali?) che possono (ergo: forse sì, forse no) portare a maggiori vendite attraverso il portale.

Dopo il miraggio nel deserto, in basso e in caratteri più piccoli viene presentata la moneta di scambio: un 5% in più sulla già aumentata percentuale di commissione della versione standard del programma. Detto così, non è poi molto. Ma, calcolatrice alla mano, si fa presto ad arrivare a un minimo del 23%, che equivale a poco meno di un quarto dell’intera prenotazione. E qui l’asino (ri)casca.

 

Limone in bocca, sapore aspro e no categorico di gestori e albergatori.

Booking però non lo permette e gioca la carta del bonus monetario, che cito testualmente: “Come incentivo extra, Booking.com offrirà un credito di viaggio agli ospiti che prenotano da te. In questo modo, la tua struttura sarà ancora più invitante agli occhi dei potenziali ospiti, che potranno usare il credito guadagnato per altre prenotazioni sul nostro sito”.

 

Traduttore supercazzola-italiano attivo: il cliente prenota presso la nostra struttura e ottiene un bonus per ri-prenotare su Booking in una seconda occasione. Puliamoci gli occhiali e riflettiamoci però:

  • per prima cosa e in una visione totalmente egoistica, perché un hotel, un b&b o un agriturismo dovrebbe pagare di più per offrire soggiorni scontati ai propri ospiti, sì, ma in altre strutture?

Secondo quesito esistenziale:

  • perché dovremmo (pagare di più per) alimentare e rinforzare il circolo di prenotazione intermediata creato dallo stesso Booking.com che, a ben vedere e in parecchie situazioni, ci mette alle strette?

 

A. Maggior prestigio?

B. Immagine migliore?

C. Desiderio di emergere rispetto alla concorrenza?

Può anche darsi ma, come in molti casi, prima di agire c’è da fare bene i conti e valutare attentamente il rapporto costo/beneficio. Anche perché, dato non ufficiale ma facilmente riscontrabile in maniera empirica, gli stessi che decidono di voler emergere entrando a far parte di programmi promozionali senza osservare tutti i lati della medaglia, sono spesso i primi a sollevare la più deliziose polemiche, al vertice nella classifica dei malcontenti in ambito ricettivo:

“Booking toglie lavoro/prende molti soldi/tiene in pugno le strutture”.

Vero. Forse però. E se anche fosse, i risvolti sono diversi da struttura a struttura.

 

 

La procedura per uscirne c’è

Preso atto che la visibilità aumenta così come le commissioni, l’attività può anche decidere di lasciare il programma. L’opzione è facilmente individuabile se si conosce il percorso: una volta effettuato l’accesso all’extranet, è sufficiente spostarsi nella scheda “Migliora al tua performance” e poi selezionare la voce “Programma Partner Preferiti” (o, nel caso la struttura lo sia, Programma Preferiti Plus). Scendendo a fondo della pagina che si aprirà sarà poi facile cliccare sul tasto ”Lascia il Programma Preferiti” avendo cura di confermare la scelta nelle finestre successive (attenzione alle diciture che spesso si limitano alla sospensione del programma o annullano l’azione di abbandono). Discorso a parte per i Partner Preferiti Plus, che dovranno prima fare un passo indietro e tornare a essere Preferiti “standard” e poi continuare con la procedura già descritta.

 

Immagine in evidenza di diana.grytsku

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