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Turismo mordi e fuggi: il consumo veloce delle destinazioni funziona davvero?

Turismo mordi e fuggi - Il consumo veloce delle destinazioni funziona davvero? | In cosa consiste, quali sono i dati e come vivere al meglio il proprio viaggio o vacanza

Nell’epoca della velocità di consumo e dell’arrivismo, nel secolo della presunta inutilità dei momenti di ozio e della connessione a tutti i costi, perché non si è riusciti ancora a smettere di etichettare così questo nostro tempo?

 

Una risposta che mette paura, scontata ma, ahinoi, vera: continuiamo, imperterriti, ad appellarci alla forza della produttività e del consumismo poiché ormai siamo nel vortice e, non riuscendo più ad uscirne, ci crogioliamo in questo giustificando anche ciò che non è mai stato giusto per il benessere umano.

Che l’andamento sia inesorabile e irreversibile è risaputo, caratterizzato da un appetito sempre maggiore della rapidità e della frenesia. L’uomo è compromesso e, pur essendo cosciente, senza troppo affanno, si lascia beatamente scivolare docce fredde di problemi senza che lo sfiorino nemmeno con una goccia.

 

Mordi e fuggi per l’appunto, in riferimento ad un appetito simbolico, aiuta ad indicare tutto ciò che consumiamo velocemente senza cura né goduria nell’assaporare un piatto altrimenti ghiotto, quello che si ha davanti agli occhi tutti i giorni (ancora per poco!)

Un’altra etichetta, un’altra presa di coscienza, un altro spunto di riflessione per chiederci sempre più spesso se tutto ciò vale la pena; la corsa alla produttività, la società della prestazione, il mordi e fuggi…funzionano? Siamo fatti per questo?

 

Vogliamo lasciare la questione aperta, poiché ognuno possa, imbattendosi volutamente o per caso in testi del genere, riflettere.

Quasi la totalità dei settori, delle categorie, degli ambiti lavorativi e della vita privata rientrano in logiche d’azione che prevedono un modello sempre più vicino all’alienazione dell’uomo che non alla vicinanza tra simili e con ciò che si ha intorno: diventa sempre più difficile immergersi profondamente in un’esperienza quotidiana, rilassarsi e abbandonarsi al benessere durante una gita fuori porta, fermarsi e sostare più a lungo di fronte ad un’opera d’arte per permetterci di emozionarci ancora.

 

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Immagine in evidenza di Matteo Angeloni

© Riproduzione riservata

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